ANDRE MATOS – Attore e musicista a tempo pieno!


 
30 Ottobre 2008
 
INTERVISTA – In occasione del tour in Italia in compagnia degli amici Clairvoyants, non abbiamo perso la ghiotta occasione d’intervistare Andre Matos, musicista nonché amico di VeroRock che tre anni orsono tenne a battesimo la nostra testata con la prima intervista rilasciataci in assoluto da un musicista di così grande spessore internazionale. Dopo tre anni rieccoci qui …
 
Ciao Andre! Felice di vederti di nuovo qui. Parliamo di “Time to be free”… qual è la canzone che preferisci, che credi ti rappresenti di più e perché?
Ciao! Allora, quando l’album è stato completato, la canzone che in un primo momento mi è piaciuta di più era “Looking Back”. Non è una delle canzoni più importanti nell’album, che naturalmente mi piacciono tutte, ma per me era la canzone più emozionante, della quale sono orgoglioso e che mi ha toccato di più. Continuo ad esserne innamorato, però mi piace anche “Endeavour”, che mi da molta carica quando l’ascolto. Non ne ho una preferita in assoluto. Ognuna di esse ha la sua personalità, tutte parlano di cose distinte fra loro!

L’idea di presentare l’album con una sessione di concerti acustici è stata grandiosa. Come mai questa scelta?
E’ stata un’idea della casa discografica, perché è una forma più o meno tradizionale di promozione. Non è svolta da tutto il gruppo, quindi è come se fossimo stati un antipasto prima del primo piatto. Siamo andati in giro a fare queste sessioni acustiche io ed Andre Hernandez; questa è una cosa molto normale in Sudamerica e in Giappone. Molto interessante anche perché da paese a paese le cose sono diverse. Per esempio, in Italia eravamo in un negozio di dischi vicino al Duomo di Milano, molto carino e organizzato professionalmente. Quando siamo andati in Germania siamo arrivati sul posto e non c’erano né scenario, né palco, né casse; nulla insomma. Abbiamo chiesto: “Ma è qui?” E ci hanno detto: “Qui si fa così, senza niente, solo pura voce e chitarra!” Quindi era come una sfida, perché non potevamo avvalerci nemmeno dell’aiuto di un microfono e fu interessante, una specie di prova.

Durante la scorsa estate hai partecipato al live tour degli Avantasia. Che ricordo ne hai?
E’ stata un’esperienza molto bella, nessuno di noi aveva un ruolo principale e quindi potevo stare molto più rilassato, sfruttare di più questo tour, anche perché i temi di Avantasia mi piacciono molto ed ho cantato nei primi due album. Lì ero tra amici, come Sasha, Miro, Robert, Amanda, Tobias e gente nuova che non conoscevo di persona, come Jorn Lande e Bob Catley. Già avevo sentito parlare di loro, non sapevo cosa aspettarmi e mi sono sorpreso di trovare persone così valide, ritrovandomi in una squadra molto interessante, composta da tante personalità distinte. Credo sia questo il motivo di tanto successo, perché fu un concerto grande, vario e principalmente con un alto livello di professionalità. Abbiamo toccato i principali festival Europei come Wacken e Sweden Rock, una grande esperienza per la mia carriera.

Infatti con questo tour anche un mio desiderio è stato realizzato; sentirti cantare in coppia con Jorn!
Davvero? Io già conoscevo Jorn per la sua musica e credevo fosse un tipo molto professionale, serio, visto che viene dalla Norvegia, super serio direi! Invece, conoscendolo, ho visto che era quello che si divertiva più di tutti, che scherzava sempre e fu un grande piacere condividere la scena con lui. Abbiamo fatto amicizia!

Come hai vissuto l’esperienza da protagonista, nel 2006, della Rock Opera “Tommy” a São Paulo? Pensi che in futuro potresti partecipare nuovamente a qualcosa del genere?
Quella di “Tommy” è stata l’esperienza più forte di tutta la mia carriera. Per la prima volta sono stato parte di un progetto dove ero davanti a tutti nel ruolo principale, con un’orchestra ed un coro. La cosa più interessante è che non sono stato chiamato io da loro, ma un giorno ho sentito alla radio che stavano cercando il protagonista ed altri partecipanti dell’opera. Ho pensato che fosse una cosa buona, anche perché mi piace la musica degli Who, quindi sono andato ai provini. Mi hanno dato la parte da studiare, mi sono preparato e sono andato. C’erano tanti concorrenti e nessuno sapeva che io ero un cantante, nessuno mi conosceva in quest’ambiente accademico della musica classica. Ho fatto il test e mi hanno detto: “Ci sentiamo tra una settimana per comunicare il nome del protagonista!”. Trascorsa la settimana, ho ricevuto la loro chiamata, in cui mi hanno detto che ero stato scelto. Hanno saputo solo in seguito che ero un cantante e fu una sorpresa per tutti. Durante i 3 concerti che abbiamo fatto, era pieno di gente, molti sono venuti perché sapevano chi ero e fu veramente un gran successo. Non è stato ripetuto perché era un progetto a livello accademico, ma spero che in futuro lo sia, perché è stata veramente un’esperienza bellissima. Ho anche dovuto imparare a recitare, guidato da un direttore scenico teatrale, che provava con noi tutti i giorni; fu definitivamente molto interessante.

Che ne pensi della scena metal attuale?
In generale la vedo molto ripetitiva; credo che la gente non cerchi più di essere originale, ma cerchi più di garantirsi il successo. Naturalmente lo può ottenere, ma questo non durerà molto. Non si può pensare così solo per denaro, fama, successo. E’ meglio pensare a fare qualcosa di originale che magari non sarà compreso subito ma durerà nel tempo e avrà il proprio marchio. Molti gruppi però continuano ad essere abbastanza creativi, non come prima però; io credo che negli anni ’70 e ’80 le creazioni erano più originali.

Stai già iniziando a lavorare su una seconda parte del progetto Virgo? So che tu e Sasha Paeth siete sempre super impegnati.
Stavo parlandone con Sasha. Questo è il problema; devo già iniziare a lavorare sul mio nuovo album di Andre Matos solo, Sasha invece sta producendo Edguy, altre cose e pure il mio! Abbiamo idee, temi ed è quasi tutto pronto, ma è questione di tempo e di avere anche una casa discografica interessata a lanciare il disco. Però credo che non sarà così difficile convincere qualche casa discografica, poiché il primo album è stato molto ben concettualizzato.

Che cosa fa Andre Matos quando non è in giro per il mondo o impegnato con i suoi progetti musicali?
Normalmente sto davanti al computer a risolvere problemi burocratici!! (Ride, ndr). Nel tempo libero è risaputo che pratico volo libero, paragliding, ma ultimamente non ho tempo da dedicare a questa mia passione e ne sono molto triste! Di solito non vado nemmeno ai concerti perché devo lavorare con la musica; però se c’è qualcosa che mi interessa certo che ci vado! Mi piace andare al cinema, mi piace leggere e questa è una cosa posso fare mentre viaggio.

C’è ancora qualcosa di nuovo che vorresti sperimentare?
Qualcosa come l’Opera Rock “Tommy”. Scrivere per un’orchestra sarebbe una cosa molto interessante. E’ un progetto che vorrei attuare in futuro. Magari con l’attuale formazione accompagnata dall’orchestra. Quello che ho sperimentato con “Tommy” è stato veramente importante.

Questa è la seconda volta che sei invitato come ospite al concerto dei Clairvoyants. Da questi ragazzi, che mi hanno detto tante belle cose su di te. Che ci puoi raccontare su di loro?
Veramente? Che bello! Lo posso ricambiare perché tra le band che conosco sono dei ragazzi tra i migliori. Gente dal cuore buono, che fa musica per il solo piacere di farla. Nessuno di loro ha cattive intenzioni con la musica. Mi identifico molto con loro, come amico e come collega perché abbiamo più o meno la stessa filosofia. Lo facciamo per l’amore che abbiamo per le cose, non per altri motivi. Sono persone molto umili e spero che se un giorno diventeranno più importanti rimarranno così come sono ora. Hanno buone opportunità, perché stanno lanciando il loro disco con i propri pezzi, era qualcosa che dovevano fare per togliersi un po’ quell’immagine di tribute band. Hanno la loro maniera di comporre, non sono copie degli Iron Maiden, anche se naturalmente una piccola influenza è presente. Hanno l’occasione di decollare!

Che vorresti dire ai lettori di Verorock, agli italiani, che ti amano così tanto? Alla gente che ha sempre questa bell’immagine di te, che ti vede come una persona umile, gentile e tanto disponibile?
Si, io ricevo tutti i giorni attraverso Internet messaggi da parte dei miei fan italiani! Molte volte in Brasile la gente non ha quest’immagine di me! Forse perché non mi conoscono da vicino. Molte volte lì siamo stati in posti di livello molto alto, anche in programmi tv e quindi ci vedono come idoli distanti. Alcuni pensano che io sia una persona molto arrogante, alla quale non importa degli altri. La verità è che forse è mancato il contatto. Io cerco sempre il contatto personale; è la mia forma di retribuzione. Non posso conoscere l’opinione della gente se non sto vicino alla gente. Non voglio vivere in un mondo di illusioni, ovvero facendo il mio lavoro, le mie cose, mettendoci il mio cuore, ma senza sapere in che maniera questo tocca la gente. E’ molto importante saperlo per un artista. Questa è la mia filosofia e ho un sentimento speciale per gli italiani, che sempre vengono a parlarti e cercano il contatto. Non so che tipo di connessione abbiamo, forse perché siamo tutti latini provenienti da posti diversi, da realtà differenti, però comunichiamo bene. E’ stato così in tutta la mia carriera, sin dalla prima volta che ricordo, alla “Factory” di Milano, molti anni fa e le volte successive che sono venuto qui. Ed ora finalmente, con molto piacere, mi ritrovo qui con i Clairvoyants, per cantare gli Iron Maiden, che sono uno dei miei gruppi preferiti.

E di nuovo a gennaio, con gli Edguy…
Si, verrò con la mia band solista e proporremo sia temi classici che i nuovi. Credo che il “pacchetto” Andre Matos + Edguy sia perfetto per questa situazione, perché la gente verrà ed avrà una grande festa.

Già mi immagino un duetto…!
Non si sa….Vedremo!! Sarà spontaneo!

CrystalNight

SEE PHOTO ALBUM HERE: http://www.verorock.it/album/?ID=207

source: http://www.verorock.it/magazine/interviste.asp?ID=60

 

About Janus

Janus Aureus is my recently-inaugurated personal blog (written in portuguese, but with some texts in english as well). Fiore Rouge is my old (but still very active - in fact, more than Janus :P) blog (I started it back in 2005). Mentalize is a fan-made website (since 2005). if you wish to contact me for any reason, visit my blog and leave a comment OR see email above (top left) - no, my name's not Andre - actually, I'm not even a guy! LOL Long story... O Janus Aureus é meu blog pessoal - escrito em português - ainda sem muito conteúdo, pois foi começado no final de dezembro de 2011. Já o Mentalize foi aberto em 2005 e está escrito em várias línguas *rs* Privilegio o uso do inglês ali porque o pessoal estrangeiro não tem muitas informações sobre o AM. Quem quiser entrar em contato comigo por qualquer motivo, deixe um comentário nos meus blogs ou use o email que está aí em cima à esquerda (e não, eu não sou o Andre - aliás, sou mulher!).

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