Intervista ad Andre Matos – versione italiana


É con vero piacere che SpazioRock vi propone un’intervista fiume ad un grande artista come Andre Matos, che ha parlato a tutto tondo di se e della sua carriera, tra passato, presente e futuro. Buona lettura!

Articolo a cura di Gaetano Loffredo

Pubblicata in data: 25/01/10

Ciao Andre, presumo che tu stia facendo tante interviste in questi giorni.

Ciao Gaetano. E’ vero, è vero. E’ una maratona!

Eheheh, è normale, non è così?

Si, è normale ed è anche una cosa buona, perché penso sia meglio avere gente interessata e che si possa parlare dell’album. Meglio rispetto a non avere nessuno interessato all’album!


Certamente, ascolta Andre, puoi parlare in inglese se hai problemi con l’italiano. Non c’è nessun problema.

Bene, risponderò in inglese all’intervista, è meglio. Ho bisogno di tempo per trovare le parole corrette in italiano. Se vuoi, continua pure a farmi le domande in italiano.


Perfetto, nessun problema. Ascolta Andre, prima di tutto volevo dirti che ho 31 anni e ti seguo da quando ne ho 14, più o meno. Quindi, ho seguito la tua carriera musicale e desidero iniziare con "Mentalize". Mi è sembrato più ragionato di "Time To Be Free" e un po’ più difficile da digerire. Lo hai creato con la stessa attitudine del primo o ti sei sentito mentalmente più libero?

Beh, quando inizi a comporre canzoni per un nuovo album, non sai mai che cosa ne verrà fuori. In questa situazione particolare, ero con i miei compagni di band, con i quali sono abituato a comporre… Quindi, abbiamo tecnicamente deciso di non preoccuparci troppo di quello che sarebbe venuto fuori. Abbiamo creato una sorta di filosofia che basata più o meno su questo motto "fai semplicemente quello che sei capace di fare e lascia uscire le idee in modo spontaneo". Per cui credo che questo album sia in qualche misura più spontaneo e più naturale del primo. Non voglio dire che il primo non lo fosse, anch’esso ha seguito la stessa filosofia, ma probabilmente, dato che quello era il primo album della mia band solista e della mia carriera solista, eravamo molto più preoccupati del risultato. Vuoi fare del tuo meglio, vuoi mettere tutte le tue idee dentro allo stesso tempo. Pertanto, "Mentalize", il successivo, è stato costruito in modo più semplice, ma le atmosfere, la sostanza delle canzoni e le idee non sono meno intense. La sostanza non è cambiata. Abbiamo sempre creduto che ci dovesse sempre essere un qualche sviluppo o un miglioramento da un album all’altro, e perlomeno questi due album sono l’uno diverso dall’altro, pur mantenendo la stessa attitudine.

Perfetto! Allora penso che tu ti senta veramente libero.

Si, come sai il primo album era intitolato "Time To Be Free" e rappresentava la ricerca dell’espressività individuale, la libertà, e probabilmente questi elementi sono stati confermati nel secondo album. Penso che questo sia un buono spunto di riflessione: possiamo veramente esprimere le nostre idee, possiamo comporre quello che abbiamo nell’anima e tutto questo attraverserà sempre la musica e noi colpiremo la gente con questo messaggio. Questa è la libertà nella musica, sostanzialmente… Non voglio dire che non te ne importa niente di quello che la gente pensa del tuo lavoro, ma che non fai qualcosa tanto per accontentare i gusti di qualcun’altro. Si tratta anche di cercare di osare e di trovare nuovi elementi, nuove idee: è sempre stato molto importante per me. Attraverso la mia carriera ho sempre cercato di trovare la motivazione giusta per scrivere i brani, non solo perché dovevo pubblicare qualcosa.

Certo, perché "Time To Be Free", al contrario, era ancora legato al tuo passato. A questo punto vorrei chiederti chi siano stati i tuoi nemici in passato.

Beh, uhm… Dovrei dire: ho mai avuto nemici in passato? E’ questo il punto. Non credo, io rispetto davvero il mio passato, non ci lotto contro, ma d’altro canto una persona deve fare molta attenzione, per non ripetere gli stessi errori all’infinito. Talvolta certi artisti sono famosi per uno stile particolare od una formula che hanno scoperto in passato e la ripetono all’infinito negli anni. Quella formula però non funzionerà sempre… Sai, bisogna portare un po’ di aria nuova e bisogna guardare avanti. Questo però non significa che di punto in bianco non ti piace quanto fatto in precedenza, io sono molto orgoglioso del mio passato e dei miei vecchi album. Se guardo alle mie primissime registrazioni, ad esempio, per forza penso che le cose fossero molto più semplici a quei tempi… Da un lato mi colpisce, perché ero veramente giovane all’epoca, ma non c’è nulla di cui vergognarsi.

Sai perché ti ho chiesto dei tuoi nemici? Perché i tuoi ex colleghi degli Angra e degli Shaman, che ho intervistato più volte, hanno sempre fatto dichiarazioni pesanti su di te. Ti hanno definito un tiranno (Andre Matos ride). Vorrei sapere se questo sia vero o meno e perché hanno detto quelle cose?

Non sono la persona giusta per rispondere, puoi chiedere ai miei attuali compagni di band, che hanno lavorato con me per più di quindici anni e ti sapranno dire se sono un tiranno o meno. Ah-ehm (tossisce) si consideri anche che essere un tiranno non è poi così male, dipende da quello che intedi dire usando quella parola. Certamente, io sono un perfezionista e mi piace lavorare in un determinato modo, ma questo non vuol dire che costringo la gente a lavorare come dico io. Con qualche mio ex collega il problema stava tutto in una sorta di "battaglia degli ego" e presumibilmente qualcuno di loro non ha capito che ci sono diverse regole in una band. C’è un cantante, c’è un chitarrista, c’è un batterista; capita qualcuno voglia vestire i panni della primadonna, anziché limitarsi, come dovrebbe fare. C’è sempre qualcuno che vuole arraffare tutto, ma, sai, io non penso di averlo fatto. Questo è il motivo per cui ho una band solista e do ai miei compagni totale libertà di creare e di esibirsi… Facciamo le cose assieme, voglio avere una vera atmosfera da band.

…chiaro!

… Anche se la band è a nome mio, se tutti fossero stanchi, direi che nessuno comporrebbe o suonerebbe, farei tutto io da solo e direi "voi siete pagati e statevene buoni!". Beh, non è quello che sta succedendo qui.


Ora, ho bisogno di farti questa domanda difficile e ho aspettato anni per fartela. Sei conscio del fatto che se tu fossi andato avanti con gli Angra, ora sareste famosi come gli Iron Maiden?

E’ difficile rispondere, perché è una domanda con un "se". Potrebbe essere, come potrebbe non essere. Dipende da una lunga serie di motivi, ma credo che la band stesse impazzendo. Eravamo al sull’orlo dell’esaurimento. Avevamo una carriera molto promettente, non so dirti se sarebbe stata come quella degli Iron Maiden, ma certamente era molto promettente. D’altro canto, a causa di come stavano andando le cose, era veramente difficile stare assieme. Non ci siamo divisi per motivi di ego o qualcosa di simile, ma perché i rapporti all’interno della band non funzionavano più, anche se da fuori la gente avrebbe pensato che tutto stesse andando per il meglio, che ci fosse alchimia, magia e cose simili. Onestamente, ci sono state molte bugie, abbiamo finto che le cose stessero andando bene, quando non era così. Questo mi ha ferito molto nel momento in cui ne abbiamo parlato e la decisione di andarsene era la migliore; è stato onesto continuare a non recitare una farsa, perché presto o tardi la gente avrebbe scoperto la verità e la situazione sarebbe stata insostenibile. Ci sono cose che sono destinate a durare poco, semplicemente svaniscono. Tutto era promettente, ma, ognuno di noi ha imparato da quello che abbiamo passato, dai tempi migliori ed anche dai momenti peggiori… Infine eccoci qui, a fare ancora musica. La mia vita sarebbe stata completamente diversa se avessi continuato con loro, probabilmente non sarebbe stata ricca come ora, parlando di esperienze.

Capisco. A proposito, ti faccio l’ultima domanda riguardante gli Angra, poi cambiamo argomento. Come sai, ci sono ancora tanti fan che sperano in una reunion con gli Angra. Negli anni, ci hai mai pensato? Qualcuno ti ha chiesto di farlo? O semplicemente è qualcosa impossibile da realizzare?

Non è un mio obiettivo riunirmi agli Angra. Per come la penso io, non ha molto senso. Farei una reunion solo se questa mi rendesse entusiasta in qualche modo. Con gli Angra tutto ciò sarebbe possible solo per soldi e non penso che sia un buon motivo per compiere questo passo. Non dico che non si farà mai, perché non sai mai che cosa ti può capitare in futuro, quando diventi vecchio e hai un buon rapporto con gli altri. Allora, un giorno potremmo calcare il palco assieme e fare un tributo, festeggiare come se fosse un giubileo. Ma iniziare nuovamente una carriera con gli Angra è decisamente fuori dai miei piani, è qualcosa di certo e dico no  al 100%.


Ok, quindi possiamo dire che c’è un po’ di speranza, o meglio "mai dire mai" …

Si, si, c’è una piccola speranza, ma tra me e me mi chiedo perché ci siano così tante speranze. Potrebbe essere una cosa piuttosto interessante e divertente da vedere, ma nessuno dovrebbe aspettarsi un bis.


… E tu vuoi essere libero.

Esatto, avrei potuto essere libero se avessi suonato con degli amici, per esempio sono ancora amico della mia prima band, i Viper, e di tanto in tanto ci riuniamo e facciamo qualche concerto assieme. Ci divertiamo tanto e siamo molto affezionati gli uni agli altri. In quel caso ti senti libero, non è necessario starsene per conto proprio per essere libero. Hai bisogno di sentirti libero on stage, dove non puoi fingere con nessuno. Questo è un aspetto importante.

Sono totalmente d’accordo. Qual è il significato della parola "Mentalize" per l’Andre Matos artista e per l’Andre Matos uomo?

Ha molti significati. Penso che siamo tutti alla ricerca di risposte a molte domande e "Mentalize" è qualcosa di cui ho parlato molto. Riguarda la mente, nelle religioni orientali, come il Buddhismo, l’Induismo, per le quali è previsto un sacco di allenamento mentale. Quando vuoi guadagnarti qualcosa, prima di conquistarlo lo focalizzi nella tua mente, così è più facile raggiungere l’obbiettivo. A dire il vero, ho letto molto libri riguardanti la fisica quantistica e tutto ciò che coinvolgeva l’energia e la sua origine, perché dicono che sia possibile crearla attraverso la forza del pensiero. Noi usiamo solo il 5% del nostro cervello e mi chiedo dove sia il restante 95% e a che cosa serva. C’è stata una grande scoperta in questo campo; i fisici quantistici ritengono che la mente sia in grado di cambiare la realtà e che tutto quello che vediamo è quasi una creazione della nostra mente. Questo è il tema centrale, il concept ed il titolo che ho deciso di dare all’album. Ho deciso intraprendere questa direzione e scrivere dei testi inerenti a questo tema.

Sei una persona molto religiosa? Perché in ogni album c’è un elemento legato alla religione.

Direi che sono molto spirituale, ma non religioso. Non mi considero appartenente a questa o a quell’alltra religione, pur essendo nato cattolico ed essendo stato battezzato. Non mi sono mai limitato alla filosofia cattolica, anche se penso che sia anch’essa molto interessante. Cerco di imparare un po’ da tutte le religioni e le civiltà. Alla fine scopri che sono tutte simili tra loro, alcune di loro sono più estreme, altre sono più liberali, ma sostanzialmente predicano tutte le stesse idee.


Parliamo di un argomento più concreto: perché l’album esce in Giappone parecchi mesi prima che in Europa? Così facendo rischi di perdere molte vendite per il file sharing illegale…

Penso che questo rischio esista sempre, specialmente a causa di internet. Ma oggigiorno non importa far uscire un album un mese od un giorno dopo. Questo verrebbe messo su internet comunque. A volte si trovano dischi su internet ad un mese dalla loro uscita, chiunque li può ascoltare prima della loro release ufficiale. Penso che chi compra l’album siano fan, collezionisti, gente che segue la mia carriera e che vuole completare la propria collezione; per questo cerchiamo di fare qualcosa di speciale con il disco, in modo tale che la gente sia contenta di comprarlo. C’è un artwork, ci si possono trovare i testi, quindi ha senso avere un prodotto simile a casa. Il Giappone fa uscire sempre prima i propri dischi rispetto al resto del mondo, perché lì ci sono problemi con l’importazione. Quando le merci sono d’importazione, in Giappone possono averle a metà del prezzo rispetto al prodotto nazionale. Quindi, hanno bisogno di far uscire gli album in anticipo, altrimenti perderebbero tante vendite. Questo non succede nelle altre parti del mondo. Il motivo per il quale ho pubblicato solo ora "Mentalize" è legato ai tempi d’attesa imposti dall’etichetta per la sua distribuzione. Hanno fatto veramente un buon lavoro con il primo album e per questo ho voluto aspettarli. Anche in questo caso se ne stanno occupando nel migliore dei modi. Sono molto contento e non trovo che sia un gran problema la data d’uscita di un album.

Meglio per te! Questa è un’altra domanda che volevo farti sin da ragazzo. Per curiosità: quale album preferisci tra "Angels Cry" e "Holy Land"?

Penso "Holy Land"…

…Eccolo lì!

…Con questo non dico che "Angels Cry" sia peggio, è un album fantastico anch’esso. "Holy Land" è stato il secondo. Un disco speciale, perché aveva un concept alle spalle così forte; io stesso, amando l’argomento, ho fatto molte ricerche per scrivere i testi. In più le sonorità avevano molte radici brasiliane. Credo assolutamente che "Holy Land" sia stato per me un punto d’arrivo e mi ha fatto molto piacere lavorare a questo disco.

Sono perfettamente d’accordo con te, perché non solo "Holy Land" è stato il miglior disco che tu abbia mai registrato, ma anche uno dei migliori 5-10 album heavy metal di tutti i tempi, per me e per tante altre persone. Non è adulazione, se ho qualcosa di brutto da dirti te lo dico…

Grazie! Grazie! Sai cosa? La cosa divertente di "Holy Land" è che quando uscì, fu messo da parte. La gente pensava che suonasse in modo strano e diceva cose del tipo "Ma come osate mettere questo e quell’altro… bla bla bla". Dopo dieci anni o più qualcosa può diventare o meno un classico, sai, non dovresti fidarti troppo delle prime impressioni della gente.


A proposito, credo che con nessuno dei tuoi progetti tu sia mai riuscito a raggiungere la qualità della produzione di "Holy Land".

E’ vero, "Holy Land" è un disco pieno di dettagli e penso anche agli arrangiamenti delle canzoni. E’ stato un momento molto ispirato.

Ti dirò di più, il vero successore di "Holy Land" è "Time To Be Free".

Oh, ok! Beh, grazie!

Voglio dire, è merito delle melodie. L’album successivo degli Angra e anche quello con gli Shaman non erano i suoi veri successori. Ecco, lo identifico con "Time To Be Free".

Bene, bene!

Eccellente, abbiamo quasi finito. Vorrei solo chiederti un’altra cosa. Parlando dei tuoi side project, lavorerai di nuovo con Tobias Sammet per il nuovo album degli Avantasia. Qual è il tuo rapporto con Tobias e che cosa ne pensi degli Avantasia?

Conosco Tobias da oltre dieci anni e la prima volta che ci siamo incontrati abbiamo fatto un tour assieme in Europa. E’ stato lì che mi ha chiesto di partecipare al primo album degli Avantasia. Ricordo che scherzavo con lui e gli dicevo che sarei stato molto lieto di prendervi parte e gli dicevo che era un po’ matto! Sembrava essere un sognatore, sai, gli avevo detto che il progetto non sarebbe mai andato in porto e cose del genere. Ero molto scettico circa le sue intenzioni, ma mi ha dimostrato che mi sbagliavo. Ce l’ha fatta ed è riuscito a mettere tutta quella gente assieme e non solo: quando Avantasia uscì ho pensato "Cazzo! E’ il miglior lavoro metal che io abbia mai sentito negli ultimi anni!". Era qualcosa di nuovo. La cosa buona è che è riuscito a permettersi di poterne fare ancora e Tobias è un ragazzo che lavora sodo, un grande esempio di persona che non si arrende mai e crede in ciò che fa. Pertanto, il quarto album degli Avantasia sta per uscire ed è diventato un grande progetto e, per quanto dovesse rimanere un semplice progetto parallelo, capita che Tobias passi più tempo a lavorare sugli Avantasia che sugli Edguy. Nel 2008 abbiamo fatto un grande tour in Europa, a dire il vero in tutto il mondo, e vi ho partecipato in veste di cantante. E’ stato un momento piacevole, c’era una bell’atmosfera tra tutti noi. Ora abbiamo finito le registrazioni, almeno le mie parti, del prossimo disco e da quel che ho sentito sin’ora, sarà veramente un bel disco.


Ero a Milano al concerto, quando ha partecipato Bob Catley.

E’ vero, pioveva…

…E c’era pochissima gente!

Si, c’era poca gente e pioveva, ma dopo lo show ho detto ai ragazzi "Sapete cosa? Questo è stato il miglior concerto del tour!".

Ma dai! Davvero!?

Davvero! Davvero! Incredibile, è stato tutto così perfetto quella sera!

Incredibile, veramente!

E’ stato così divertente, la musica è come il calcio, non sai mai quello che può succedere.

E’ vero, ma pensavo che il miglior concerto fosse quello del Wacken Open Air.

Al Wacken ci siamo esibiti di fronte migliaia di persone. E’ stato molto bello, ma in termini di qualità della musica… Beh, quando suoni di fronte a così tanta gente, tendi ad essere cauto. Ma in Italia c’erano poche persone, così abbiamo iniziato a divertirci molto sul palco… Penso che le cose debbano andare in questo verso. La musica deve sempre essere così.

Sono molto contento di quello che mi hai appena detto, perché temevamo che foste arrabbiati per la folla così esigua. Tutto qui.

Beh, ma non è stata colpa di questa o quella persona, gli artisti dovrebbero sempre essere pronti a questo tipo di situazioni ed è in questi casi che devi dare il meglio di te e non devi andare sul palco annoiato e pensare che non ti va di farlo. Allora non sei un vero artista. Un vero artista è colui che di fronte a un centinaio di persone le fa tutte felici.

Andre, grazie di cuore. L’ultima domanda: quando verrai in Italia, se lo stai programmando, probabilmente con i Clairvoyants?

Sono davvero pronto! I Clairvoyants stanno programmando un tour forse prima dell’estate e potrei unirmi a loro; sarebbe un piacere come sempre, sono i miei più grandi amici in Italia. E’ sempre piacevole stare con i ragazzi, ma sto anche organizzando qualche data per i festival estivi con la Andre Matos Band, spero di riuscire a venire anche in Italia. Durante i festival estivi mi piacerebbe fare qualche concerto da headliner.

Quindi farai da headliner o da band di supporto?

No, perché abbiamo già supportato gli Edguy, gli Scorpions e gli Europe ed è stata una bella esperienza. Adesso è tempo di poter suonare un concerto intero.

Molto bene, sono contentissimo di sentirtelo dire. Ti aspettiamo, allora.

Grazie mille!

indirizzo dello sito: http://www.spaziorock.it/intervista.php?&id=159

About Janus

Janus Aureus is my recently-inaugurated personal blog (written in portuguese, but with some texts in english as well). Fiore Rouge is my old (but still very active - in fact, more than Janus :P) blog (I started it back in 2005). Mentalize is a fan-made website (since 2005). if you wish to contact me for any reason, visit my blog and leave a comment OR see email above (top left) - no, my name's not Andre - actually, I'm not even a guy! LOL Long story... O Janus Aureus é meu blog pessoal - escrito em português - ainda sem muito conteúdo, pois foi começado no final de dezembro de 2011. Já o Mentalize foi aberto em 2005 e está escrito em várias línguas *rs* Privilegio o uso do inglês ali porque o pessoal estrangeiro não tem muitas informações sobre o AM. Quem quiser entrar em contato comigo por qualquer motivo, deixe um comentário nos meus blogs ou use o email que está aí em cima à esquerda (e não, eu não sou o Andre - aliás, sou mulher!).

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