Interviste: Andre Matos – 01/03/2010


 

Bisogna crederci

Acquista sempre maggiore credibilità la nuova avventura solista del brasiliano Andrè Matos, che con "Mentalize" arriva infatti alla sua seconda prova, sempre all’insegna di una lenta, ma inesorabile, continua evoluzione.
Che alcuni chiamerebbero magari eccesso di coerenza per paura di rischiare. Andrè no. E l’orgoglio con il quale parla di questo nuovo capitolo della sua carriera, e l’entusiasmo con il quale guarda al futuro, potrebbero farci capire il perché.

Noi abbiamo una strana e incontrollabile facoltà che giace dentro le nostre menti.

"Time To Be Free" era stato originariamente pubblicato nel 2007, ed era l’inizio di un nuovo periodo della tua carriera, dopo alcuni momenti non proprio piacevoli (come ad esempio la fine non proprio amichevole degli Shaman); oggi, arriva la pubblicazione del tuo secondo disco solista: qual è il bilancio di questi primi anni con la tua "band-solista" e soprattutto, possiamo chiamarla davvero solo-band (nome a parte)?
Il gruppo è sempre lo stesso – ed è per me un onore che sia trattata come una band vera e propria, non un semplice progetto. A me piace il concetto di solo-band: se da una parte la gente sa cosa aspettarsi dal tuo nome, è anche vero che potrà aspettarsi anche l’apporto artistico degli altri membri. Quando c’è una buona atmosfera nel gruppo, penso che la musica e le perfomance possano accrescersi significativamente.

"Mentalize", rispetto a "Time to Be Free", appare un po’ più determinato e focalizzato sui propri obiettivi, sei d’accordo?
Direi più coeso, in realtà. Probabilmente è l’effetto dei 250 concerti che abbiamo fatto in giro per il mondo di supporto al nostro precedente disco. È stato importante anche lasciare che la band fosse libera di esprimersi.

Se ti dicessi che "Mentalize" sembra apparire, musicalmente parlando, più una continuazione, che una evoluzione, di "Time To Be Free", forse tu non saresti molto d’accordo…
In realtà non so se non sarei d’accordo! Io in effetti preferirei chiamarlo una continuazione piuttosto che un’evoluzione. Proprio per il fatto che io non saprei dirti quale dei due è il migliore.
Fondamentalmente le differenze tra i due risiedono nella produzione. Il primo album è stato over-prodotto, con continui aggiustamenti, ri-registrazioni e aggiunte, finché non abbiamo deciso fosse finito. La fase di produzione è durata circa 7 mesi, ed è un disco molto complesso, ricco di dettagli. "Mentalize" invece è stato scritto e realizzato molto più in fretta. Non dico che sia più o meno semplice del precedente, ma di sicuro è stato realizzato in maniera molto diretta. Ci sono ancora tutti i dettagli e la profondità musicale, ma questa volta non abbiamo avuto bisogno di ripetere e ri-registrare tante volte. È quasi un album à la "buona la prima" con quasi nessun – e lo dico orgogliosamente – computer editing!

Oggi la principale caratteristica della tua muscia è innegabilmente il contrasto tra le tue line vocali, di solito piuttsto soavi e dolci, e l’aggressività della musica (che viene fornita soprattutto dale ritmiche di chitarra, che stanno diventando sempre più heavy e scure): tu quali elementi aggiungeresti a questa definizione?
Penso che la miglior definizione sia ha a che fare con i contrasti. Questa è una cosa che anche io ho imparato al conservatorio: i silenzi, le pause, hanno la stessa importanze e dignità dei suoni. Perciò l’equilibrio tra aggressività e lato più atmosferico deve essere ben concepito e realizzato. È lo stesso discorso che bisogna fare quando si cerca di attirare nella propria musica strumenti strani e diversi: tutto deve essere fatto con tanta consapevolezza, e bisogna tenere sempre presente che il rischio di fare un’orrenda caricatura musicale è sempre dietro l’angolo!

I testi del disco appiono piuttosto introspettivi, non è così? Ci sono stati dei temi che hanno ispirato e che quindi vengono trattati in tutto il disco?
Parla fondamentalmente del potere della mente.
Noi abbiamo una strana e incontrollabile facoltà che giace dentro le nostre menti. Recentemente, alcuni fisici e scienziati hanno studiato questa materia piuttosto approfonditamente e sono arrivati a una conclusione: è possibile affermare che i nostri pensieri hanno ripercussioni sulla realtà attorno a noi. Il fatto è stato già decritto nella Bibbia. Nel Tao o la Bhagavad Gita – ma è solo grazie alle tecnologie di adesso, che gli scienziati sono a un passo dal dimostrare questo potere.
Ho pensato potesse essere un interessante soggetto di cui parlare.Certamente, l’ntrospezione in qualche modo ci è entrata, ed è per questo che trovo comunque gratificante scrivere anche testi.

E il titolo che significa?
La mentalizzazione è uno stato d’animo nel quale tu puoi effettivamente cambiare la realtà attorno a te, solo con la forza del pensiero.
Il labirinto, poi, e le sue mille stade, rappresentano le mille strade per arrivare alla verità. La spirale è stato incisa in un fondo color argento, per rappresentare uno specchio: Jung diceva che "un uomo che sta attento e vigila, sogna; ma è solo colui che guarda dentro di sé, che si sveglia davvero" (C. Jung)

Perché anche "Mentalize" è stato pubblicato qualche mese prima, in giappone?
A causa di una tempistica non ottimale da parte della SPV. Avendo pubblicato il mio primo album con loro, volevo mantenere gli stessi standard qualitativi.

Tu sei sotto contratto con la SPV, ma hai avuto qualche problema a causa del brutto 2009 che ha passato l’etichetta?
Tutto il contrario, ora che hanno definite le loro questioni, lavorano meglio e con più entusiasmo!
E non posso non dire che io era uno degli artisti che non sarebbe stato in ogni caso allontanato dalla Spv. Ci piacciamo reciprocamente, e c’è un sentimento di fiducia, da entrambe le parti – ed è un qualcosa di raro nel music- biz di oggi.

Tour?
Sì ci sarà! Partiremo dal Sudamerica, poi Giappone è stato già pianificato, e infine Europa, secondo noi, partecipando ai festival estivi. Spero davvero che ci si possa incontrare ai concerti!

Perché anche "Mentalize" è stato pubblicato qualche mese prima, in giappone?
A causa di una tempistica non ottimale da parte della SPV. Avendo pubblicato il mio primo album con loro, volevo mantenere gli stessi standard qualitativi.

Tu sei sotto contratto con la SPV, ma hai avuto qualche problema a causa del brutto 2009 che ha passato l’etichetta?
Tutto il contrario, ora che hanno definite le loro questioni, lavorano meglio e con più entusiasmo!
E non posso non dire che io era uno degli artisti che non sarebbe stato in ogni caso allontanato dalla Spv. Ci piacciamo reciprocamente, e c’è un sentimento di fiducia, da entrambe le parti – ed è un qualcosa di raro nel music- biz di oggi.

Tour?
Sì ci sarà! Partiremo dal Sudamerica, poi Giappone è stato già pianificato, e infine Europa, secondo noi, partecipando ai festival estivi. Spero davvero che ci si possa incontrare ai concerti!

http://www.loudvision.it/musica-interviste-andre-matos—251.html#maintitle

About Janus

Janus Aureus is my recently-inaugurated personal blog (written in portuguese, but with some texts in english as well). Fiore Rouge is my old (but still very active - in fact, more than Janus :P) blog (I started it back in 2005). Mentalize is a fan-made website (since 2005). if you wish to contact me for any reason, visit my blog and leave a comment OR see email above (top left) - no, my name's not Andre - actually, I'm not even a guy! LOL Long story... O Janus Aureus é meu blog pessoal - escrito em português - ainda sem muito conteúdo, pois foi começado no final de dezembro de 2011. Já o Mentalize foi aberto em 2005 e está escrito em várias línguas *rs* Privilegio o uso do inglês ali porque o pessoal estrangeiro não tem muitas informações sobre o AM. Quem quiser entrar em contato comigo por qualquer motivo, deixe um comentário nos meus blogs ou use o email que está aí em cima à esquerda (e não, eu não sou o Andre - aliás, sou mulher!).

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