La terza fatica dei brasiliani


 
Un’Opinione di fedelidavide su Fireworks – Angra (4 Luglio 2004)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Un power metal come si deve

Svantaggi:

la voce può risultare fastidiosa

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Sì 

Opinione completa


Dopo il grande successo del loro primo album (Angel’s Cry) gli Angra in questo terzo loro album tentano il tutto per tutto per ottenere un posto nel grande olimpo del metal. O meglio tentano di ottenere un posto tra i gruppi così detti power metal che fin troppo scadono in testi senza senso e ritmiche collaudatissime.

Gli Angra invece lo fanno con uno stile tutto loro che non hanno perso sin dal loro esordio.La voce di Andrè Matos è semplicemente inequiparabile. La sua copertura di ottave è praticamente simile a quella di una donna (si prenda Kate Bush ad esempio) e l’ha ampiamente dimostrato cantando Whutering Heights…
Ad alcuni potrebbe non piacere perchè in effetti in alcune canzoni i gorgheggi escono da quello che è il classico per un cantante uomo e sforano quasi nel falsetto, sebbene falsetto non sia.

Wings of Reality, prima canzone che parte come una bella cavalcata.. Il ritmo diventa frenetico con la voce di Andrè grintosissima che purtroppo è un po’ coperta dalla chitarra si fa sentire ogni tanto per arrivare al ritornello (ovviamente tutto in doppia grancassa) con le tastiere che ripetono la cavalcata iniziale. Un attimo di pausa con solo un piano di sottofondo per una crescita con il basso… Fino all’attacco nuovamente della pestata sulla grancassa. Il tutto per un assolo di chitarra non impegnativissimo, ma che fa la sua bella figura nel complesso della singola grancassa. Nuovamente il ritornello per avvicinarsi alla conclusione che termina con il medesimo giro di chitarra dell’inizio.Petrified Eyes. Un giro di chitarra classicheggiante accompagnata da un tamburello sembra quasi un pezzo di Steve Vai.. Poi l’attacco della voce di Matos ci riporta alla realtà con degli acuti incredibili. Il ritmo si fa più importante e anche il basso comincia a farsi sentire molto importante. Un nuovo giro di chitarra solista, senza la voce ci porta al ritornello, in cui sembra che la voce di matos sia volutamente più bassa del coro di strumenti che ha attorno. E’ il momento dell’assolo con la voce di matos che segue le note scandite da una grancassa singola poco impegnativa. (Secondo me in questo assolo c’è molto dei Deep Purple… ;))

Lisbon. Un quartetto di archi apre il preludio di una marcia trionfale che sfuma sulla voce di matos esagera forse un po’ in questa strofa. Il ritmo è lento e potente ed è sempre seguito da archi che segnano il tempo insieme alla batteria. Silenzio di due secondi e parte potente una grancassa ad 1/16, per poi rallentare su un ritornello che vuole essere cantato, cantato da chiunque stia ascoltando il brano. Parte virtuosa del chitarrista solista con il solito giro di archi in sottofondo però. La canzone è molto orecchiabile e ci si fa facilmente prendere la mano dal ritornello…Metal Icaros. La chitarra ad un volume sempre più potente ripropone due accordi in velocità successione, mentre la batteria ha la sola funzione di metronomo.E’ la canzone secondo me meno significativa di tutto l’album. La chitarra è veramente dominante e alla voce di Matos è stato lasciato a mio avviso poco spazio. Il basso è molto monotono e la batteria ha pochi cambi e virtuosismi. Solo verso la fine la voce si fa sentire per un paio di acuti soltanto.

Paradise attacca con un giro molto semplice di chitarra su un ritmo molto più complicato dettato da una batteria poderosa. Il tutto si uniforma su un giro molto power dove attacca la voce dal basso per salire sempre di più. Il ritmo diventa sincopato per il ritornello dove gli acuti di Matos si fanno veramente sentire. L’assolo è come se fosse registrato male, quasi a distanza. Si fa fatica a cogliere le variazioni di ritmo e il tutto sembra quasi un rumore confusionario. Il silenzio, con una tastiera alquanto inquietante. Mano a mano il giro si rafforza per poi riprendere il ritmo sincopato. Mistery Machine Parte con il power metal deciso incalzante, sincopato. Il tutto si stabilizza su una batteria che non perde un colpo. Anche in questa canzone si ha l’impressione che la voce di Matos non sia stata valorizzata abbastanza. La fine è di quelle che non ti aspetti. Veloce chiusura di una canzone che non ha tantissimo da offrire.

Fireworks. Ad un primo ascolto sembra una canzone rock degli anni sessanta, niente grancassa e la voce felice spensierata. Il giro di chitarre e basso non ha molto da offrire e risultano nel complesso molto semplice. Da metà parte la doppia grancassa che ci conduce verso qualche acuto di Matos registrato però ad un volume molto basso, come la chitarra del resto. L’assolo è molto pacato, rilassante si potrebbe ben dire.Extreme Dream. L’attacco ricorda per chi se la ricorda la sigla di nascar 2… Un giro power metal, senza grosse complicazioni, ma incalzante e d’effetto. La voce segue di fatto la chitarra e la batteria scandisce il tempo con decisione. La chitarra nell’assolo ha quel sound tipico dei led zeppelin (in effetti gli Angra suonano con strumenti che hanno almeno vent’anni apposta per ricercare un sound molto particolare).

Gentle Change. Come il titolo suggerisce la canzone parte con il tamburello e la voce di matos leggera, rivolta quasi ad un bambino che si sta per addormentare. Sembra una bella fiaba rilassante ed anche la batteria ne daà quasi la conferma rimanendo leggera (di power metal ha ben poco). Da metà in poi accenna ad una doppia grancassa che viene però quasi subito abbandonata. Notevole l’assolo di tastiere, semplice e cristallino ben sposato con la tonalità della canzone.Speed. Un’ottima canzone per concludere questo album che non poteva essere nient’altro che massiccia, invadente. Una di quelle canzoni che ti dà la carica nel più profondo stile power metal. La chitarra finalmente ad un volume giusto duella con la batteria e il basso per i primi secondi. Ma ecco che arriva la delusione. La voce di Matos è bassissima (nel volume!)
A metà si accenna ad un ritmo sincopato che viene proteso per un minuto e più. Si torna nuovamente al ritornello, potente come il primo, ma con il solito e sopracitato difetto.

 

About Janus

Janus Aureus is my recently-inaugurated personal blog (written in portuguese, but with some texts in english as well). Fiore Rouge is my old (but still very active - in fact, more than Janus :P) blog (I started it back in 2005). Mentalize is a fan-made website (since 2005). if you wish to contact me for any reason, visit my blog and leave a comment OR see email above (top left) - no, my name's not Andre - actually, I'm not even a guy! LOL Long story... O Janus Aureus é meu blog pessoal - escrito em português - ainda sem muito conteúdo, pois foi começado no final de dezembro de 2011. Já o Mentalize foi aberto em 2005 e está escrito em várias línguas *rs* Privilegio o uso do inglês ali porque o pessoal estrangeiro não tem muitas informações sobre o AM. Quem quiser entrar em contato comigo por qualquer motivo, deixe um comentário nos meus blogs ou use o email que está aí em cima à esquerda (e não, eu não sou o Andre - aliás, sou mulher!).

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