Una conferma importante x una band di gran livello


Un’Opinione di ghost80 su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (4 Giugno 2001)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

tecnicamente inappuntabile e orecchiabilissimo

Svantaggi:

un pò difficoltoso da reperire a causa della sua appartenenza ad un etichetta straniera

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Sì 

Opinione completa


Seconda produzione della band brasiliana, dopo il primo stupefacente "Angel’s Cry" in cui la band spiccava già x tecnica e fantasia compositiva. In questo secondo lavoro la band cambia vagamente strada, denotando una maturità espressiva che poche band hanno mai denotato al secondo album. Rimane come stile conduttore uno speed-metal, ma arricchito da noetvoli spunti dimusica etnica brasiliana. Il tutto si apre con il solito prologo strumentale di tipo sinfonico-lirico, x poi lanciare l’ascoltatore nelle ritmiche speed di "Nothing to Say", notevolissima canzone in cui spicca uno stacco tipico della musica sinfonica. E si prosegue con "Silence and Distance" in cui oltre ad un pezzo interamente in tempi dispari, abbiamo modo di apprezzare il lato soft degli Angra, con un dolce intro di pianoforte e voce. A seguire troviamo "Carolina IV" che è a tutt’ora, a mio modestissimo parere, il vero capolavoro della band brasiliana. In essa contiamo almeno 4 diverse idee legate assieme da piccoli spunti etnici e ritmiche speed ispirate alla sinfonica, x un totale di oltre 10 minuti di musica da mozzare il fiato. Dopo di questa, troviamo 2 brani, "The Shaman" e "Make Believe" in cui gli Angra confermano questo sperimentalismo con musiche etniche e la loro straordinaria capacità di cimentarsi anche con brani soft e di ascolto più leggero. Con "Z.I.T.O" c’è un richiamo nuovamente allo speed, e questa altalena sfocia con l’ acustica "Lullaby for Lucifer" che si pone come brano di chiusura breve ma incisivo. Tutto questo conferma la grandezza di un gruppo sconosciuto ai +, ma in grado di porsi in una posizione di preminenza nella gerarchia metal esistente già con la loro prima uscita.

 
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Una perla della musica progressive

Un’Opinione di Aragorn76 su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (9 Giugno 2001)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Un album unico

Svantaggi:

Nessuno

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Sì 

Opinione completa


Secondo album dei brasiliani Angra, targato 1996, gli Angra con questo lavoro riescono a concepire un vero e proprio capolavoro.
Le composizioni seguono la linea intrapresa dal precedente "Angels cry", pur risultando più complicate ed elaborate.
Sono presenti in questo disco una tecnica fenomenale, di cui sono dotati tutti gli elementi, a partire dall’ugola di Andre Matos, veramente unica, al chitarrismo tecnico e perfetto di Kiko Louriero e Rafael Bittencourt, alla sezione ritmica di Luis Mariutti (basso) e Ricardo Confessori (batteria).
Rispetto al precedente lavoro sono presenti in maniera maggiore elementi classico-sinfonici, caratteristica importata nella band anche grazie agli studi classici da direttore d’orchestra (poi abbandonati) del front-man Andre Matos,che farciscono le composizioni (non a caso il cd si apre con un leggiadro coro di Giovanni Da Palestrina), costituendo momenti veramente unici, come accade nella parte centrale di "Carolina IV", canzone dalla lunghezza di 10 minuti e mezzo!!
Elemento che caratterizza molto le composizioni è rappresentato dall’influenza della musica brasiliana, che si fa sentire prepotentemente nelle percussioni e nei ritmi tribali, che talvolta fanno capolino.
Tutti questi elementi, uniti al genio, all’imprevedibilità ed alla capacità di arrangiare le canzoni del combo brasiliano, dona all’opera un qualcosa di unico; troppo spesso sentendo un disco ci vengono alla mente paragoni con altre band, specie negli ultimi anni, in cui il diffondersi a dismisura del filone power-classico-melodico-sinfonico ha dato vita a bands troppo uguali tra loro.
Questo disco invece pullula di originalità: gli Angra con questa fatica sono stati in grado di creare un loro stile particolare.
Le canzoni si susseguono l’una dopo l’altra: undici perle della discografia degli Angra e della musica in generale.
Un must per gli amanti della musica colta, del metal e del progressive!!! 

 
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Un inno alla musica

Un’Opinione di f.raul su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (11 Settembre 2001)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Musicalmente di altissima qualità

Svantaggi:

Non molto facile da ascoltare

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Sì 

Opinione completa


Se ascoltate Holy Land degli Angra non riuscirete a dare una valutazione su che genere di musica facciano (o forse è meglio dire facessero, visto che gli Angra si sono sciolti) Andre Matos e compagni.
Questo è il loro secondo lavoro e viene rilasciato in commercio nel marzo del 1996. Quando lo ascoltai per la prima volta rimasi veramente colpito dalla tecnica, che avevo già potuto notare in Angrel’s Cry, il loro primo album, e dalla sensibiltà artistica e musicale di questo gruppo brasiliano.
Forse sentire nello stesso disco canzoni come "Nothin to Say", "Holy Land" o "Lullaby for lucifer" possono deludere chi si aspetta un album completamente prog metal, ma hanno invece fatto felice uno come me, che ascolta parecchia musica, e che per quanto riguarda il prog metal è molto selettivo e "salva" ben pochi gruppi.
Comunque gli Angra mi rimasero subito nel cuore e questo disco è una vera opera d’arte dalla prima all’ultima nota; on saprei a chi consigliarlo, lo consiglio un po’ a tutti, sicuramente questo disco puo’ accrescere la cultura musicale a tutti, e tutti riconoscerebbero la qualità della musica, anche se c’è chi potrebbe non gradire.
Quest’album mescola sapientemente brani lenti e veloci, ogni strumento musicale utilizzato viene fatto risaltare grazie alla bravura di tutto il gruppo.
Da avere.

 
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Potente e mai scontato

Un’Opinione di panino77 su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (21 Settembre 2002)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

le sperimentazioni latino – austrialiane

Svantaggi:

nessuno in particolare

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Sì 

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Anche se per quanto mi riguarda, il miglior power-prog di tutti i tempi lo hanno proposto anni fa gli Elegy con "Supremacy", ciò non toglie che gli Angra non abbiano dato il loro egregio contributo al genere; sicuramente l’ascolto di "Holy Land" catturerà le orecchie di chiunque vada cercando non solo la melodia metal, la velocità, la tecnica, ma anche originalità.

Un 10 e lode sicuramente all’esplosiva ed irresistibile cavalcata speed che apre il disco con "Nothing to say", un prodigio di potenza ed armonia come non se ne sentiva da tempo. Eppure il pregio di questa song è anche l’inganno: ci potremmo aspettare di ascoltare il solito disco degli stratovarius o dei gamma ray, dove regna soprattutto la ridondanza, la ripetizione e il mestiere…invece no, l’album prosegue il suo percorso abbandonando il power per un bel po’, grazie al morbido stacco di "Silence and Distance", dove tanto bene si accostano il pianoforte e la pulitissima e ferma nelle sue iperuraniche tonalità – senza vibrare mai – di Andre Matos. Poi emerge la vera forza originale dell’album, in canzoni come "Carolina IV" e "The shaman", architettate in un delizioso incastro di suoni power, con percussioni latino-brasiliane, flauti ed archi, decisamente molto più azzeccati rispetto ai freddi e manieristici melanges neoclassici dei Rhapsody. C’è spazio per canzoni più leggere ed ariose come la title track, fino a tornare quasi a sopresa ad un power veloce e granitico con l’impatto di "Z.I.T.O.". E forse non c’era maniera migliore di chiudere l’album con 2 canzoni eteree, semplici proprio come cantilene, ma molto intense come "Deep blue" e "Lullaby for Lucifer".La raffinata e profonda tecnica degli strumentisti (il batterista talvolta fa l’impossibile) non pesa mai, perché segue fiduciosa l’atmosfera e le strumentazioni aggiuntive non fanno mai da spalla a quelle elettroniche protagoniste, ma si fondono.
Molto carina è anche la confezione…per cui acquistatelo, se amate questo tipo di musica non vi tradirà.

 
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Angra Angeli Caduti

Un’Opinione di metalmen su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (11 Gennaio 2001)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

ottimo lavoro

Svantaggi:

si sono sciolti

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Sì 

Opinione completa


Holy Land è il secondo lavoro della band brasiliana e segue lo stupendo Angels Cry accolto con molto entusiasmo dai fan ma criticato per la troppa somiglianza con i primi Helloween (ma allora gli Edguy plagiano?). E’proprio questo cd che consacra gli Angra a livello mondiale e li fa diventare una delle band più seguite e amate in particolare in Europa e Giappone. Holy Land si discosta dal canonico power sinfonico dell’esordio per abbracciare sonorità più progressive ma le novità più marcate si hanno grazie a percussioni tribali e inserti folk che danno nuova vita ai bellissimi brani, tutti sopra la media. Naturalmente sia le parti metal che quelle sinfoniche sono sempre presenti e vanno a creare un suono ricchissimo compatto e unico. A mio avviso il pezzo migliore è Carolina IV oltre dieci minuti nei quali i nostri dimostrano tutta la loro classe nonché perizia tecnica: A..Matos ha un’estensione vocale immensa superba e pur essendo molto giovane deve essere inserito di diritto tra i più grandi vocalist di tutti i tempi. Peccato che gli Angra hanno capito tardi che il sound da ampliare e portare avanti doveva essere questo di Holy e non quello del passo falso Fireworks che li ha portati ahimè allo split. Spero tanto che anche sotto un nuovo moniker il magico sound creato dai nostri possa tornare a deliziarci abbiamo perso una delle migliori band in assoluto e già ci mancano. 

 
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Potente Melodia!!!

Un’Opinione di ferenik su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (28 Luglio 2000)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Molto melodico, fantasioso, originale, di alto livello

Svantaggi:

Lo ascolto da 4 anni e non ne ho ancora trovato uno .
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Sì 
Opinione completa


Geniale fusione di melodia e potenza metal, meravigliose sequenze orchestrali, voce al limite della possibilità umana, originalità introvabile: queste sono le caratteristiche principali di quest’album, per me il migliore nell’ambito del suo genere.
Daltronde cosa poteva partorire una band il cui leader (Andre Matos "Ugola d’oro") ha la qualifica di DIRETTORE D’ORCHESTRA, CANTANTE LIRICO, PIANISTA CLASSICO E COMPOSITORE?

Già dalle prime note (tratte da un celebre brano di Palestrina) spicca l’influenza classica che sarà costante in tutto l’album. Segue a ruota la potentissima "Nothing to say" con un ritmo incalzante che richiama l’atmosfera brasiliana propria della terra natale della band.

Ogni canzone è diversa dalle altre mantenendo un originalità unica e le emozioni spaziano dalle più scure alle più solari. I testi parlano della loro terra e della sua storia, in particolar modo, sugli eventi della colonizzazione del Sud-america e dei seguenti problemi sociali.

E’ stato uno dei miei primi album metal e da allora ho capito che questo genere offre un livello di musica davvero valido, basta conoscere le band giuste.

Ciao e grazie per il vostro spazio!!!
 
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La consacrazione

Un’Opinione di TGuybrush su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (14 Aprile 2001)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Compratelo asolutamente xke è stupendooooooo

Svantaggi:

Nessuno

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Sì 

Opinione completa


Dopo il successo di Angels Cry gli Angra ritornano alla grande con quest’ Holy Land. Stavolta preferiscono sfornare un album che abbia un concetto alla base: far conoscere la loro terra natìa, il Brasile, e ci riescono perfettamente grazie ai vari spezzoni di musica "etnica" all’interno dei vari pezzi. Un esempio ne è di certo The Shaman, ove si possono anche ascoltare dei canti indiani caratteristici del Brasile, o l’epica "Carolina IV"…Stavolta manca la cover come "Wuthering Heights" in Angels Cry, e sono tutti pezzi loro, fatta eccezione per la prima traccia, di Pier Luigi da Palestrina, vissuto (se non mi sbaglio) intorno al 1600… Mentre si ascolta questo cd sembra di vivere un film, con Nothing to say ci si aspetta di vedere i titoli d’inizio, così come succede con Lullaby for lucifer, con i titoli finali… E salgono le lacrime agli occhi ascoltando pezzi meravigliosi quali Make Believe e Deep Blue… E’ un CD stupendo, forse il migliore degli Angra… Che purtroppo si sono divisi!!!Spero tanto che ritornino assieme x sfornarci 1 altro album degno di HL…CARRY ON!!! 

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Niente da dire

Un’Opinione di dukat su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (4 Novembre 2000)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Eccezionale

Svantaggi:

Nessuno

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Sì 

Opinione completa


La band brasiliana, con questo secondo album, conferma tutto quanto di buono aveva fatto con il suo primo lavoro "Angels Cry", ma non limitandosi a fare un copia di un primo album considerato da tutti un capolavoro, come molti hanno fatto nella propria carriera musicale, bensì aggiungiendo nuovi elementi che rendono il tutto un nuovo capolavoro. Difficilmente il sequel di un capolavoro non delude le aspettative, ma i rari casi passano alla storia, come fece, per esempio il film "Terminator 2". Questo è uno di quei casi. Il sound dell’intero album raccoglie l’eredità di "Angels Cry", facendo un passo avanti nella "trasfigurazione" del power metal che con quel primo album era iniziata. Pur rimanendo nella classificazione generica di "power metal", l’album in questione si avvicina molto a sonorità più squisitamente progressive, esibendo al contempo ritmiche etniche di origine brasiliana in molti brani, con utilizzo accentuato di percussioni "tribali", e la intro "Crossing" eleva un monumento all’intera cultura sudamericana. L’album, come il predecessore, si snoda attraverso un’alternanza chiaroscurale di ritmiche ardite, incalzanti, e brani molto lenti e melodici. L’infuriata "Nothing To Say", che segue l’intro, rimane forse uno dei brani meglio riusciti degli Angra, con sound estremamente "power" e violentemente ritmato come pure "The Shaman" e "Z.I.T.O."; pure molto aggressiva è "Carolina IV", in assoluto il brano più vicino al Prog che la band abbia mai prodotto; i brani melodici sono di enorme intensità emotiva ed il migliore è sicuramente "Make Believe", vera e propria bandiera della band (con il video di "Make Believe" gli Angra si sono aggiudicati il premio come migliore canzone all MTV Music Awards brasiliano dell’anno in cui uscì "Holy Land"). Unico neo dell’intero lavoro (ma non si tratta di un neo, veramente) è il fatto di non essere "semplice" o "orecchiabile", proprio per le sue tendenze Prog, ma questo può essere tranquillamente considerato un vantaggio, in quanto ogni riascolto dell’album evidenzia qualche elemento non considerato precedentemente, rendendo "Holy Land" un’opera immortale.

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Il capolavoro di una band ormai sciolta

Un’Opinione di ripe su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (17 Settembre 2000)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Ottimi arrangiamenti

Svantaggi:

Nessuno conosciuto

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Sì 

Opinione completa


Non c’è niente da fare: il vero capolavoro degli Angra è questo Holy Land! Più coinvolgente di Angels Cry e meno ricercato e raffinato di Fireworks, anche grazie ai numerosi arrangiamenti tribali e strumenti tipici della tradizione brasiliana, che Matos e soci hanno dimostrato di saper padroneggiare alla perfezione. La loro tecnica è invidiabile, Mariutti è uno dei migliori bassisti in circolazione e su Matos c’è bisogno di dire qualcosa? Il loro recente scioglimento lascia sconvolti i fan della band, che comunque ricorderanno semrep con affetto il gruppo riascoltando i vecchi cavalli di battaglia come Nothing to say o Carolina IV. Buon ascolto!!!

 
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ANGRA FOREVER

Un’Opinione di lorisv su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (24 Agosto 2000)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

TUTTI

Svantaggi:

NESSUNO

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Sì 

Opinione completa


Anno 1996 secondo album per una grandissima band (purtroppo ora sciolta). Inizialmente questo disco non mi aveva soddisfatto, tuttavia ascoltandolo più volte ne sono poi rimasto veramente impressionato. Il disco non è sicuramente banale e scontato e per essere apprezzato nei minimi particolari necessita molti ascolti. Si comincia con l’intro "Crossing" che ricorda il viaggio delle Caravelle per proseguire poi con "Nothing To Say" ormai diventata un Classico. Tra le mie preferite ci sono "Carolina IV" e sicuramente "Make Believe" e "Deep Blu". Un album veramente di classe per una band eccezionale. L’unico appunto che si può fare al disco è la produzione, non sempre al livello delle composizioni, ma il risultato finale è sicuramente di primissimo livello e l’acquisto non è neanche da mettere in discussione.

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Peccato si siano sciolti

Un’Opinione di Dragonlord su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (3 Settembre 2000)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Vario,veloce,tecnicamente ottimo,ottima produzione

Svantaggi:

nessuno

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Sì 

Opinione completa


Questa seconda fatica discografica dei carioca Angra é sicuramente il loro capolavoro.Le reminiscenze del passato in stile Helloween si fanno sentire nella prima traccia "Nothing to say" e nella bellissima "Zito".Bellissime le influenze etnico brasiliane che a poco a poco si fanno spazio durante lo scorrere dei pezzi( basta ascoltare pezzi come la titletrack o "The Shaman") .La voce di Matos primeggia come al solito ben supportata dal resto della band che non sbaglia un colpo….splendido disco!!!!!E’ un vero peccato che la band si sia sciolta perché gruppi in grado di scrivere dischi cosi’ avvincenti non ce ne sono molti in giro!!!!

 
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Dal Brasile con amore

Un’Opinione di Striuzza su Holy Land (Collectors Edition) – Angra (19 Novembre 2000)
La valutazione di questo autore:   

Vantaggi:

Vario, Tecnico, non stanca col tempo

Svantaggi:

Non si trova tra i CD economici

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Sì 

Opinione completa


Gli Angra, la nota band brasiliana, sono certamente una garanzia di buona musica e questo album ne è certamente la conferma. Holy Land è un CD destinato soprattutto agli amanti dello speed-metal, ma non puo’ lasciare indifferenti anche coloro che amano suoni più pacati, visto che l’album contiene anche alcune ballate.
Ma parliamo in dettaglio delle canzoni. Come prima traccia troviamo un Intro (tipico degli album degli angra) che questa volta suona come un canone contornato dal rumore del mare. Dopo questo primo pezzo troviamo la dirompente “Nothing to say”, un pezzo speed in classico stile Angra con potenti acuti vocali e ritmo incalzante. Segue una fantastica ballata “Silence and Distance” (un po’ in stile “Sorrounded” dei Dream Theater per intenderci) che presenta un fantastico duetto piano-voce iniziale da far venire la pelle d’oca. Segue “Carolina IV”, il gioiello dell’album. Si presenta come un brano da 10 minuti con continui stacchi, cambi di tempo, una via di mezzo tra un pezzo speed tipicamente Angra , un pezzo tribale (sono presenti infatti numerosissime percussioni e ritmi tribal) ed un brano di musica classica con tanto di violino e pianoforte. Tribale è invece “Holy Land” il pezzo che da il nome all’album, in cui compaiono ogni sorta di stumenti (anche a fiato) e percussioni. Dopo altri 3 brani (The shaman, Make Believe, ZITO), troviamo 2 ballate: “Deep Blue” e “Lullaby for Lucifer”, brani molto piacevoli ed orecchiabili.
Nel complesso ritengo che “Holy Land” sia forse la miglior produzione degli Angra, soprattutto per quanto riguarda finezze tecniche e varietà del sound.
Un CD che rimarrà sempre vicino allo stereo!

About Janus

Janus Aureus is my recently-inaugurated personal blog (written in portuguese, but with some texts in english as well). Fiore Rouge is my old (but still very active - in fact, more than Janus :P) blog (I started it back in 2005). Mentalize is a fan-made website (since 2005). if you wish to contact me for any reason, visit my blog and leave a comment OR see email above (top left) - no, my name's not Andre - actually, I'm not even a guy! LOL Long story... O Janus Aureus é meu blog pessoal - escrito em português - ainda sem muito conteúdo, pois foi começado no final de dezembro de 2011. Já o Mentalize foi aberto em 2005 e está escrito em várias línguas *rs* Privilegio o uso do inglês ali porque o pessoal estrangeiro não tem muitas informações sobre o AM. Quem quiser entrar em contato comigo por qualquer motivo, deixe um comentário nos meus blogs ou use o email que está aí em cima à esquerda (e não, eu não sou o Andre - aliás, sou mulher!).

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