André Matos: intervista a 360° con il grande singer brasiliano


E’ con enorme piacere che Allaroundmetal.com intervista uno dei grandi personaggi della scena power metal mondiale: Andrè Matos. Dopo la recensione di “Turn of the lights” il singer brasiliano si è reso disponibile per questa lunga ed interessante chiacchierata.
Ciao André sono Fede da Allaorundmetal.com! E’ un enorme piacere poterti intervistare. Dove ti trovi ora? Stai promuovendo il tuo nuovo disco?
Ciao Fede, mi trovo in Brasile in questo momento! Sì, infatti, sono a promuovere il disco ed anche a terminare il giro commemorativo dei 25 anni d’anniversario con i Viper. Questo tour  finirà il 2 Dicembre, dopo di che andrò in vacanza in Svezia, dove abita la mia famiglia e il mio bambino, che è Svedese!

Resterò lì per tanti mesi, fino al  carnevale, quando ritornerò in Brasile per iniziare il tour di The Turn of the Lights con il mio gruppo solista. Allora, la prossima ti rispondo in Inglese perché già fa un poco di tempo che io non vado a Italia, e ho bisogno praticare più la lingua per stare preparato a fare un’intervista totalmente in Italiano, va bene così?
Certo! Ci eravamo lasciati ben 3 anni fa con il buon Mentalize. Come valuti finora la tua carriera solista?
Ok, adesso in Inglese: valuto la mia carriera solista fin qui in maniera molto positiva. Mentalize come secondo album di una nuova band, non importa se con una lunga carriera alle spalle, è stato un importante banco di prova per testare se  eravamo in grado di scoprire nuovi suoni, di riuscire a rinnovarci nelle composizioni. D’altro lato, il nostro primo disco, Time to be Free, è stato concepito come una conferma del delle nostre abitudini, per mettere alla prova il pubblico e per noi stessi per vedere se eravamo capaci di scrivere un disco all’altezza di quello fatto e che ci ha consacrato in passato.

Ma quando abbiamo concepito il terzo album è stato un unione dei primi due. Devi essere cauto nel trovare la tua identità, senza essere ripetitivo od autocopiarti e allo stesso tempo, riuscendo a risultare fresco nella musica e nel sound, restando dentro certi limiti.

Io immagino che questo sia l’obiettvo di ogni vero artista. E’ importante essere consapevoli di quello che già si è fatto, ma allo stesso tempo, essere considerati innovativi ed originali. Questo è quello che ho provato a fare in ogni mio album, con tutte le mie bands, sin dagli esordi.
E’ quasi impossibile non farti questa domanda. Tra Mentalize e Turn of the lights c’è stata la parentesi Symfonia nel mezzo.. Cosa puoi dirci di quella situazione, delle polemiche di Tolkki? E’ stata un’esperienza negativa o positiva?

Alla fine io la considero estremamente positiva, perchè il risultato è stato molto buono. Abbiamo fatto un album molto valido ed un bel tour.

Sin dall’inizio avevo chiarito con Timo e gli altri che i Symfonia non sarebbero stati la mia attività principale. Volevo dedicare me stesso a questo progetto solo nel tempo di pausa tra i miei album solisti.

Improvvisamente tutti i membri del progetto hanno ricevuto una mail da Timo, che diceva che egli era completamente frustrato dai risultati ottenuti e per questo non ci sarebbe stato un secondo album, mai più Symfonia e addirittura avrebbe chiuso la sua carriera di musicista.

Siamo rimasti tutti scioccati da queste news, ma non c’era molto che potevamo fare. Symfonia era un’idea originaria di Timo e non aveva senso continuare senza di lui. Così abbiamo accettato ed in un modo o nell’altro rispettato la sua decisione, anche se non eravamo d’accordo con le sue ragioni. Penso  che forse con uno o due album in più, potevamo avere  delle chance di andare lontano. Ma probabilmente lui ha immaginato che il successo non arriva così facilmente e velocemente. Ad ogni modo, ho trascorso dei bei momenti con tutti loro, incluso Timo. Non c’è stato nessun tipo di problema tra noi durante tutto il processo di stesura e registrazione del disco. Dopo la sua lettera, è praticamente scomparso e tutti noi abbiamo perso le sue tracce. Personalmente non penso sia stato un atto molto rispettoso verso i fans e tutta quella gente che ha investito tempo, lavoro e denaro nei Symfonia. Ma è la mia opinione personale, e alla fine, è stata una sua decisione.
Come ci hai già anticipato prima, quest’Estate sei stato in giro per il Brasile a suonare con i Viper con  la formazione originaria. Avrei preso l’aereo per venire a vedere un vostro show, adoro il disco Theatre of faith. Com’è andata? Il pubblico ha risposto bene? Le nuove generazioni di metallari conoscono quei dischi? State pensando a qualche show in Europa?
Il tour è stato pazzesco, ed è stato un grande successo infatti stiamo cercando di estenderlo. L’ultima data è stata circa due settimane fà, nel frattempo saremo la band d’apertura per i due concerti dei Kiss a San Paolo e Rio la prossima settimana.

Ogni posto in cui abbiamo suonano è stato strapieno, immagino ci fosse grande attesa per questo ritorno. Ma devo sottolineare due punti: primo, è stata una reunion temporanea, per celebrare i 25 anni dalla pubblicazione di Soldiers of sunrise. Quindi la band non ha intenzione di registrare qualcosa di nuovo. Secondo, c’è stato dell’interesse dai promoters stranieri per far esibire i Viper, ma non abbastanza per giustificare un intero tour. E’ qualcosa su cui potremmo pensare per il futuro, niente è impossibile. Ma dipende da molte cose, e dalle nostre attività principali.

Il pubblico è stato incredibile, mentre potevamo riconoscere alcune vecchie facce che già ci seguivano alla fine degli anni 80, c’è stato un consistente partecipazione di ragazzi della nuova generazione a seguire gli shows, molti sono figli di padri e madri che li hanno introdotti al metal. Questi ragazzi non hanno mai avuto la chance di vedere dal vivo i Viper, tranne cercando qualche video su internet. Così abbiamo deciso di celebrare questo 25esimo compleanno con più di 25 concerti in Brasile.
Cominciamo a parlare di Turn of the lights. Ci sono stati dei cambi nella formazione. Puoi dirci qualcosa a riguardo?
Qualche volta ci sono dei cambiamenti nelle band è normale, per diverse ragioni. Ognuno dei membri che hanno lasciato la mia band lo ha fatto per motivi privati o ragioni personali. Ma sono molto orgoglioso nel dire che tutti hanno mantenuto una vera amicizia con me ed il resto della band. Voglio lasciare i miei musicisti liberi, e quindi se ricevono altre offerte o hanno dei cambiamenti a livello personale e si sentono di non dover più far parte della band, sono liberi di prendere e andare. Quello che io pretendo è impegno e motivazione nel suonare insieme.

All’inizio ero un pò scettico sui cambiamenti di line-up; non sai mai cosa verrà e sei abituato a suonare e lavorare insieme a qualcuno in un certo modo.Ma sono piacevolmente  sorpreso dalla mia nuova formazione. Si sono tutti dimostrati molti professionali e dediti al lavoro di squadra. Devo ancora testarli dal punto di vista live ma il meglio deve ancora arrivare. Senza dubbio loro hanno uno stile un pò diverso dai membri precedenti, ma non così tanto. Inoltre possono portare alla band nuove e differenti influenze e hanno aggiunto molto negli arrangiamenti del disco. Cosi in questo caso, i cambiamenti sono stati positivi e posso dire di sentirmi un uomo fortunato, perchè non sempre puoi dire di aver trovato ciò che cercavi, e anche se hai preso delle persone molto brave tecnicamente, non è quello c’ho che importa. Una buona atmosfera nella band è vitale dal mio punto di vista.

Come mai hai scelto il titolo Turn of the lights?

E’ una piccola parte dell’intero concept. Quando parlo di luci qui, mi riferisco alla conoscenza. Di solito scrivo molti testi initmi o astratti, basta guardare indietro alla mia intera carriera. Questa volta ho deciso di scrivere qualcosa di più contemporaneo.

Molto è stato detto sulle predizioni della fine del mondo nel 2012. Io personalmente non ci credo, ma sono dell’opinione che abbiamo raggiunto un punto di non ritorno nella situazione globale. Ci sono miliardi di affamati, mentre pochi eletti si arricchiscono sempre più giorno dopo giorno. La gente è costretta a vivere in un’economia che ci forza a comprare cose di cui non ne abbiamo bisogmo. Abbiamo sfruttato le risorse naturali del pianeta per almeno due secoli e ora la natura ci sta presentando il conto.
Come gli antichi filosofi usavano dire: per far lucesu qualcosa bisogna conoscerne la sua esistenza. E’ per questo che erano chiamati “the enlightened” (o, “Illuminati” in italiano).

Pertanto, credo che sia arrivato il momento per l’umanità di cambiare il proprio punto di vista, dimenticarci di tutto questo individualismo e distaccarci da questo eccessivo materialismo, per iniziare a vedere la realtà sotto un punto di vista differente. Mi dispiacerebbe se i Maya avessero ragione ma se non è nel 2012, son sicuro che non molto lontano da oggi, vedremo un vero e completo disordine comandare il pianeta. Creo ancora nella forza delle persona di cuore e nel potere della musica che è più forte di qualsiasi altra cosa (altrimenti non saremmo qui a parlare di questo). Così è questo il tipo di messaggio che voglio trasmettere attraverso la mia musica, specialmente col nuovo album.
Molto interessante. Come è nato questo disco? Quando hai iniziato a scrivere le canzoni e come si è sviluppato il songwriting?
Il processo di composizione è iniziato attorno alla fine del 2010. E questo è stato un vantaggio così abbiamo avuto il tempo necessario di maturare al meglio le nostre idee. I maggiori compositori del disco sono stati Hugo Mariutti ed io. Attraverso gli anni abbiamo costruito tra noi due un rapporto molto solido per comporre e tutto è diventato un processo naturale. Ci sono comunque alcune canzoni composte parzialmente da altri membri. Non ho limitato le idee degli altri o la loro partecipazione in questo album; al contrario, ho voluto che ne prendessero parte come si sentivano di fare. Questo è un buon modo per integrare tutti insieme. Non devono considerarsi dei musicisti a noleggio, sono parte della band anche se questa band ha il nome di un’unica persona.

Qui non c’è spazio per dittatori e odio giocare quel ruolo. Ad ogni modo sono un piccolo perfezionista, ho imparato molto durante tutti questi anni così posso delegare funzioni nella band e lasciar tutti liberi di creare le loro parti. Voglio che ognuno si senta come padrone del proprio lavoro, così quanto me. Facendo questo ho creato un ottimo clima nella band, e lavorando nella musica, non c’è niente di meglio che lavorare in un bell’ambiente.

I testi, tuttavia, sono stati tutti scritti da me come è di tradizione. Dò molta importanza ai testi e spesso spendo più tempo a scrivere le lyrics che la musica stessa.

 

Come nasce un tuo pezzo? Da una melodia di voce, da qualche nota di pianoforte o da un riff di chitarra?

Nel modo più inusuale. “Lisbon”, una mia canzone per esempio, è venuta fuori da una sveglia di un orologio che suonava! Voglio dire, questa era l’idea principale per il riff poi chiaramente il resto della canzone è stato composto più tardi. Normalmente mi siedo al piano e suono qualche nota, mentre cerco di cantarci qualcosa sopra. Ho sempre un piccolo registratore con me quando sono fuori casa, così posso salvare qualche idea che mi viene in mente, anche se all’inizio può sembrare anche stupida.

Non ho un periodo o un luogo di ispirazione. Potrebbe succedere quando guardo il tramonto, potrebbe succedere in bagno o camminando nel mezzo della notte. La cosa più importante è non gettar via un’idea, se non la registri, se ne va per sempre.

Mi piace anche lavorare con le idee di qualcun’altro. Per esempio se qualcuno mi manda un riff di chitarra o un armonia; qualsiasi cosa, potrei esser capace di prendere e lavorarci sopra fino ad arrivare ad un’intera canzone, è una bella sfida. E passo dopo passo è così che l’album nasce.

Di solito scrivo i testi dopo le musiche, non l’opposto. Per me ha più senso ascoltare la musica, pensare ad una melodia e mentre canticchio la canzone per la prima volta, io posso tirar fuori delle linee chiave per le lyrics ed il titolo. Non chiedermi come faccio…. ma succede così!

Anche questa volta il disco è uscito prima in Giappone, e solo ora in Europa tramite Ear Music/Edel. Quali sono i paesi dove André Matos riscuote maggior successo?

Il Giappone è sempre stato un grande mercato per me, sin dai tempi dei Viper, e i giapponesi non mi hanno mai dimenticato. In Europa i nostri posti migliori sono Italia, Francia, Spagna, Grecia, Portogallo.. in sostanza la parte latina dell’Europa. ad ogni modo siamo stati recentemente nelle zone più a est, Slovacchia, Ungheria e Rep. ceca e siamo rimasti impressionati dalla risposta dei fans, è stata una bella sorpresa.

E’ chiaro che l’intera America Latina dal Messico alla Patagonia sono posti favolosi dove suonare con un pubblico calorosissimo. Il Brasile, la mia casa, è un paese enorme, se volessimo potremmo fare un tour ogni anno lì, dal nord al sud. Ma sento che è importante esportare la mia musica verso nuovi posti, altrimenti probabilmente avrei cantato in portoghese. Curiosamente le mie bands non sono mai state nel nord dell’Europa. forse ora che vivo in Svezia avrò più possibilità di farlo. So che ci sono molti fans in Scandinavia, ma i promoters non non ci hanno mai dato abbastanza attenzione.

Sono orgoglioso di lavorare con la Edel una label di prima classe, che può contare su una grande distribuzione in Europa e svolge un ottimo lavoro di promozione; non potrebbe andarci meglio.
Torniamo a parlare di “The turn of the lights”. A mio parere quest’ultimo disco suona più classico con riffs molto hard rock, e meno sperimentazioni rispetto a Mentalize. Lo stesso vale per la tua voce, matura ma meno ruvida. Sei d’accordo? E’ stata una scelta voluta?
Perfetto! Vorrei rispondere alla tua prima domanda: è tutta questione di equilibrio.  La parola che ho sentito di più parlando di questo disco è: “vario”. E questo è positivo: significa che l’ascoltatore non si stanca ad ascoltarlo.

Alcuni dicono che il disco ha un tocco più progressivo. Forse sono d’accordo. In effetti in Mentalize abbiamo spinto un pò in termini di sperimentazione durante la composizione. Credo che in quest’ultimo disco invece si è spinto più in là in termini di sperimentazione del suono. Le canzoni sono più compatte e più chiuse in se stesse. Il messaggio è chiaro, ma il sound, ha così tante sfumature nello stesso momento ed è esattamente quello che noi immaginavamo che potesse essere.

La voce è in funzione della musica. considero me stesso un musicista e compositore prima che un cantante. La mia voce è uno dei più importanti strumenti della band così io posso accordarla in base ai bisogni del momento specifico. Se è richiesta più aggressività la metto dentro. Toni alti? stessa cosa.. Ma ci sono molte altre parti quando l’interpretazione è la chiave. Ho dovuto cantare tanti anni per raggiungere questo livello: controllare la voce al punto in cui voglio che sia. Ora finalmente penso di aver trovato gli aggiustamenti corretti e posso usare la mia voce per la mia musica non l’opposto.

 

Puoi dirci qualcosa a riguardo della ballata Gaza? A cosa si riferisce il titolo?

E’ venuto fuori tutto dopo che ho visto un documentario sulla striscia di Gaza e la terribile situazione che la gente sta vivendo lì. Oggi ho letto sul giornale che Israele ha bombardato Gaza un’altra volta, uccidendo gente innocente, compresi bambini. Sono molto scosso da tutto questo. Gaza è un esempio di quello che sta succedendo nel mondo intero, la guerra fredda è finita ma sembra che ci siano sempre più conflitti in ogni angolo del pianeta. Non ci sono scuse per questo, conquista di territori, razzismo, religioni, o qualsiasi altra cosa. Io credo ci siano solo motivazioni economiche e politiche dietro a tutto questo.

Sviluppato contro sotto sviluppato, ricco contro povero, il potente contro il debole e tutte queste oscure motivazioni che muovono la ruota per sterminare quello che sembra essere indesiderato. Abbiamo gli stessi problemi in  Brasile quando paliamo della gente nativa Indiana, massacrata nella foresta Amazzonica.

Anche nei paesi definiti sviluppati come la Norvegia, troviamo un ragazzo fanatico che fa un bagno di sangue, pazzi killer che sparano nelle scuole degli Stat Uniti. C’è tensione tra Cina, Korea e Giappone. L’Europa sta vivendo una grave crisi e la gente scende  in piazza a protestare, così come è successo nei Paesi Arabi recentemente

Se non iniziamo a considerarci tutti come una cosa unica, e non evolviamo le nostre menti e i nostri cuori continuando a seguire quello che i media ci dicono di fare, rischieremo di finire presto nel caos. Il concetto di nazionalismo o patriottismo è stato provato essere un fallimento. Dobbiamo accettare il mondo come casa di tutti e ognuno deve rispettare l’altro con le sue differenze. E’ conveniente per entrambe le parti. Di sicuro c’è un modo per rendere il mondo più equo e non chiudere i nostri occhi davanti alla povertà che ci circonda.

Posso testare molto bene tutto questo essendo Brasiliano, un grande, ricco e potente stato, dove la miseria ancora coesiste con il progresso. non è più accettabile tutto questo nel 21esimo secolo e se qualcuno pensa di essere al sicuro perchè le armi ci proteggono, vive nella pura illusione. Il mondo è pieno di bugie e sta vivendo drastici cambiamenti che stanno succedendo molto rapidamente e che non possono più essere nascosti ai nostri occhi ormai. Li stiamo seguendo dal vivo, in diretta. E’ tempo per un gran cambiamento di mentalità e per una ridefinizione della società globale, questo è tutto.
E’ risaputo che l’Italia sia un posto che ti sta molto a cuore, parli anche molto bene la nostra lingua e hai molti amici qui. Hai in programma di tornare qui a breve?

Adoro passare del tempo in Italia, è come stare a casa. Ho dei grandi amici lì ed è uno di quei pochi posti in cui, anche se sono pieno di impegni di lavoro, mi sento rilassato. Ora è più semplice arrivare da voi con un paio di ore di volo, e quindi spero di poter venire più spesso così da poter trascorrere qualche giorno nel vostro meraviglioso paese. Alcuni dei mie migliori ricordi dei vari tour sono proprio in Italia (senza parlare dei ricordi gastronomici).

E’ da qualche anno che si vocifera di un Dvd che dovrebbe ripercorrere la tua carriera. Novità a riguardo?
Questo è un vecchio piano ma è ancora nella mia mente. Sto cercando del materiale video raro dall’inizio della mia carriera, che è molto importante per questo dvd. E curiosamente molte cose vengono fuori da internet ormai. Così credo che ci sarà ancora da aspettare un altro pò intanto cercherò di collezionare più materiale possibile. Poi mi piacerebbe suonare uno show speciale da registrare per essere utilizzato come base dell’intero dvd. Non ho fretta per questo, quando ci sarà il momento giusto e io sentirò di essere pronto e avere tutto ciò di cui ho bisogno lo farò. Per ora sto ancora collezionando il materiale. Sarebbe ottimo avere uno o due album in studio in più, cosi avrò una setlist completa per alternare una perfetta combinazione tra la nuova fase ed i primi anni della mia carriera.
André la notizia che gli Angra sono rimasti senza cantante è sicuramente facile preda dei fans che vorrebbero una reunion per riascoltare i vecchi pezzi con la tua unica e inimitabile voce. ci sono delle possibilità? Hai per caso sentito Rafael e Kiko negli ultimi tempi?

Ci sono state molte insinuazioni durante gli scorsi anni, anche quando la band aveva ancora un cantante. Ma non ha mai fatto parte dei miei piani ritornare negli Angra. Non voglio deludere i fans ma spero loro possano comprendere la situazione nella quale la band si trova, non è delle migliori, per nessuno di noi. Non abbiamo più avuto contatti tra noi e sfortunatamente non è rimasta neanche una vera amicizia. E questa è probabilmente la ragione principale della separazione. Credo nel fare musica con passione, con il cuore, e quando tu non puoi capire o fidarti più degli altri, tutto perde senso. Questo è forse il motivo per cui ho ricominciato dopo così tanto tempo ma credo, per una ragione nobile. Una reunion con gli Angra sarebbe una mera operazione commerciale e non è quello a cui ambisco.

E inoltre nessuno sa se neanche torneranno a suonare dal vivo. Quindi io preferisco mantenere la bella immagine di cosa abbiamo fatto nel passato il quale senza dubbio è stato pazzesco, e non voglio rovinarlo con un ritorno. Sono molto contento della mia band solista, inoltre posso suonare tutti i classici degli Angra nei miei live show. In sostanza, non c’è ragione per speculare su tutto questo.
La scena brasiliana e sud americana rimane spesso sconosciuta qui da noi, invece esistono parecchie bands interessanti, ho avuto il piacere di scoprire il disco degli Age of arthemis quest’anno ad esempio. Cosa puoi dirci della situazione laggiù, e quali bands meritano davvero il nostro interesse?
Sarò onesto con te: sono un pò distante in questo momento dalla scena Metal attuale compresa quella brasiliana. Forse è un modo per preservare me stesso e le mie idee in modo da non seguire certi trends. O forse è il poco tempo che lascio per affacciarmi e mettermi alla scoperta di nuove uscite. Ad ogni modo ho tempo di ascoltare musica, ma resto ancora piantato alle grandi vecchie bands come Maiden, Priest, Sabbath, Purple… Ma anche altri stili di musica come musica classica e Pop / World Music.

Spero che molte altre bands brasiliane saranno capaci di seguire gli stessi passi che noi abbiamo fatto in proiezione internazionale. Di sicuro c’è molta gente talentuosa e la scena brasiliana è sempre stata enorme.

Solo mi aspetto di vedere più originalità nella scena metal generale. Tutte le bands recenti che ho ascoltato in giro per il mondo sembrano aver paura di rischiare e molti di loro suonano come qualcosa che già è stato scritto e sentito. Sono molto preparati tecnicamente ma sto ancora aspettando il passo successivo e il giorno in cui arriverà alle mie orecchie sarò orgoglioso di avvertire tutti.

 

A cosa si dedica André Matos quando ha del tempo libero? Che musica ascolti?
Classica soprattutto. Sono anche un gran fan di Queen, Kate Bush e soprattutto Peter Gabriel. Penso sia il mio idolo musicale numero uno di tutti i tempi. Inoltre seguo il calcio e adoro volare: sono un pilota di parapendio nel tempo libero e mi piace camminare tra la natura, fare escursioni, andare in bici e così via.

Cerco di trovare sempre del tempo ogni giorno per allenarmi con il piano e leggere spartiti. Cinema e libri sono altri miei hobbies. Sono un fan della lettura di libri di storia e documentari. Il resto del tempo sto con la mia famiglia, mia moglie e i miei figli. Mi piace “provare” a cucinare, e mi piace osare un pò. Ma non lo farei mai in Italia, sono solo un modesto allievo alle prime armi!

Penso sia tutto, non dovrebbe rimanermi tempo di fare altro.
Grazie della luna chiacchierata André. Complimenti per questo tuo nuovo disco e speriamo di rivederci presto in italia.

Io ringrazio te per la simpatia e le belle domande. Spero che a tutti piaccia il nuovo album e questo permetta di aprirci qualche porta e  portarci in Italia in tour. Penso sia ancora possibile organizzare un tour attraverso il paese, da nord a sud. Sono consapevole che lì da voi esiste un’enorme base di fans, è tutta una questione di organizzazione. L’inizio del tour in Brasile è pianificato per il 2013, dopo spero di poter passare in Italia.

Abbracci a tutti, tanti auguri e arrivederci!! (in italiano)

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:29

About Janus

Janus Aureus is my recently-inaugurated personal blog (written in portuguese, but with some texts in english as well). Fiore Rouge is my old (but still very active - in fact, more than Janus :P) blog (I started it back in 2005). Mentalize is a fan-made website (since 2005). if you wish to contact me for any reason, visit my blog and leave a comment OR see email above (top left) - no, my name's not Andre - actually, I'm not even a guy! LOL Long story... O Janus Aureus é meu blog pessoal - escrito em português - ainda sem muito conteúdo, pois foi começado no final de dezembro de 2011. Já o Mentalize foi aberto em 2005 e está escrito em várias línguas *rs* Privilegio o uso do inglês ali porque o pessoal estrangeiro não tem muitas informações sobre o AM. Quem quiser entrar em contato comigo por qualquer motivo, deixe um comentário nos meus blogs ou use o email que está aí em cima à esquerda (e não, eu não sou o Andre - aliás, sou mulher!).

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